CUCCIOLI NATI IL 17-03-2014

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  Firelynx Yuna                Brown tigrè + bianco                   Riservato

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  Firelynx Xenon             Black silver blotched + bianco       Riservato

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Firelynx Wonder Boy              Black silver tigrè                    Riservato

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Firelynx Warrior                     Brown tigrè                             Riservato

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Firelynx Wolf                             Brown tigrè                          Riservato

LE PRIME ORE DI VITA....

Cos'è un libro genealogico (pedigree) e cosa sono gli standard di razza?

 

Il Libro Genealogico, gestito dall'Associazione Nazionale Felina Italiana, altro non è che un database ufficiale in cui vengono conservati ed aggiornati tutti i dati relativi ai singoli soggetti e alle diverse razze feline.

Esso registra tutte le nascite, i passaggi di proprietà, le morti, le sterilizzazioni e quant'altro attiene al mondo dell'Allevamento.

Tutti i soggetti felini vengono suddivisi in 4 categorie e ogni razza felina è descritta nei suoi caratteri essenziali grazie a dei sistemi di identificazione e valutazione contenuti negli Standard di Razza. Secondo questo criterio, ogni gatto viene valutato durante le Esposizioni Feline che sono Manifestazioni Ufficiali (a tutti gli effetti) del Libro Genealogico.

Nell'assegnare all'Associazione Nazionale Felina Italiana la gestione del Libro Genealogico, il MIPAAF ne ha certificato le caratteristiche tecnico/organizzative previste dal D. M. 186/94. Solo i Certificati Genealogici emessi dall'ANFI hanno pertanto validità giuridica in Italia.

Cosa bisogna sapere per acquistare un soggetto di razza e quali documenti devono accompagnare il cucciolo?

 

Molto spesso ci viene chiesto cosa bisogna fare e quali precauzioni si devono avere nell'importante fase di acquisto di un gatto di razza.

Dopo aver scelto la razza del cuore, suggeriamo in primis di visitare l'allevamento in modo da vedere dove e come vengono tenuti i gatti. Se i cuccioli vivono e interagiscono fin da neonati con l' essere umano, avranno sicuramente un carattere dolce e affettuoso. Quindi, avendo scelto il proprio beniamino, si dovranno espletare alcune pratiche.

Vediamo quindi quali documenti devono obbligatoriamente accompagnare il cucciolo:

 

a) Certificato genealogico: il certificato genealogico è quel documento che comunemente viene denominato "Pedigree" ed è sostanzialmente la "carta di identità" del gatto. In esso troverete tutta la genealogia sino alla quarta generazione. Questo è il documento che il D. Lgs n. 529/1992 cita come documento obbligatorio per Legge e che deve quindi sempre accompagnare il gatto di razza.

 

b) Passaggio di proprietà: è il contratto di cessione del cucciolo che verrà registrato al Libro Genealogico. Viene firmato dall'acquirente e dall'allevatore e diventando Soci Anfi, la sua registrazione è gratuita per il 1° soggetto.

 

c) Libretto sanitario: il cucciolo non può essere ceduto prima delle 12 settimane di vita (84 gg) in modo da permettere il completamento del ciclo vaccinale di base (vaccinazione trivalente o quadrivalente) che prevede una vaccinazione e il suo richiamo dopo 30 giorni. In questa fase la vaccinazione antirabbica non è obbligatoria. Si suggerisce quindi caldamente di non prendere mai un cucciolo senza il completamento del ciclo vaccinale al fine di evitare brutte sorprese.

 

In alcuni casi l'allevatore fornisce anche uno stato di buona salute (documento non necessario alla cessione) e/o un contratto collaterale di compravendita. In quest'ultimo caso si invitano gli acquirenti a leggere attentamente---come bisognerebbe sempre fare con la documentazione non standardizzata predisposta dall'Associazione stessa il contratto prima della Sua firma. Tra i documenti non obbligatori, ma alle volte consegnabili si trova anche il Passaporto Europeo previsto nel caso in cui si debba fare un viaggio all'estero.

Molto spesso i cuccioli sono identificati mediante un microchip il cui codice è già stato riportato sul Certificato Genealogico o ivi esposto con il suo codice a barre che sarà presente anche sul libretto sanitario.

TOXOPLASMOSI: GATTO ASSOLTO

 

 


Una importante causa di abbandono o di allontanamento del gatto è la paura della toxoplasmosi quando in casa c’è una donna gravida. Questa malattia infatti può essere pericolosa per il feto, anche se è curabile fino alla completa guarigione. La prima cosa da fare, prima del concepimento, è controllare con un semplice esame del sangue, il toxotest, gli anticorpi della futura madre. Se ha già “fatto” la toxoplasmosi, non c’è nessun problema, perché questa infezione si prende una sola volta nella vita, spesso senza neanche accorgersene. Altrimenti, bisogna ripetere il test alle scadenze indicate dal ginecologo.

Ma cosa c’entra il gatto? Le oocisti del parassita colpevole della malattia, il Toxoplasma gondii, hanno il loro ciclo completo solo nei gatti e in alcuni felini selvatici, che emettono con le feci queste uova. Ma questo accade solo se il gatto è ammalato e solo durante il periodo di infezione acuta, che dura circa tre settimane.

Un gatto che ha già “fatto” la toxoplasmosi, cosa verificabile con un test, non si riammalerà più per tutta la vita, a parte casi eccezionali. Comunque, per infettarsi bisogna ingerire le feci di un gatto e nel momento in cui sono infestate. Con un minimo di precauzioni igieniche – usare i guanti e lavarsi le mani – quando si pulisce la lettiera del gatto, o affidando questo compito ad un convivente, il rischio è allontanato. Ma ci sono altri colpevoli, ben più pericolosi dei mici. Al primo posto c’è la carne, non soltanto il carpaccio, come è abbastanza noto, ma tutta la carne cruda o poco cotta (bovina, ovina, cacciagione ecc.), la bistecca al sangue, le salsicce, ecc. Segue il contatto con il terriccio, tipico di chi fa giardinaggio. Rischiosi – e non solo per questa infezione – sono anche i viaggi in Paesi con scarso livello di igiene e, meno frequentemente, il consumo di latte e latticini non pastorizzati. Anche le verdure e la frutta mal lavate possono essere una fonte di infezione.

 

 

 

 

 

 

Fonte: http://www.italiadonna.it/animali/gatti/toxoplasmosi.htm


SENZA PEDIGREE? NO GRAZIE!!!!


Diffidate di chi vi vuol vendere un gatto di razza senza pedigree!
Se chi vi cede il gatto e non vi vuole rilasciare il pedigree, è perché, probabilmente, quel gatto il pedigree non ce l'ha affatto, oppure ce l'ha, ma il suo allevatore ha qualcosa da nascondere *problemi genetici o altro* e non vuole rilasciarvelo.

Un pedigree costa tra i 15 e i 20 euro a seconda dell'Associazione di appartenenza e viene rilasciato in tempi e con norme ben precise.
Il prezzo di un gatto è dovuto a tutta una serie di fattori più articolati.
TUTTE le associazioni feline obbligano i propri associati a cedere i propri gatti, giovani o adulti, col pedigree.
Il pedigree è l'unico documento che comprova la purezza di un esemplare.
Per chi vuole tutelare le proprie linee di sangue o non vuol far riprodurre gatti non conformi allo standard esistono i pedigree "Not for breeding", che confermano la genealogia di un gatto, ma impediscono che questo possa essere usato in riproduzione.
I gatti con pedigree, inoltre, devono sottostare a tutta una serie di norme riguardanti le vaccinazioni e l'età di allontanamento dalla madre, il numero di volte che una madre può riprodursi.
Gli allevatori riconosciuti sono soggetti a controlli da parte delle Federazioni di appartenenza, per garantire un livello minimo di pulizia e di sanità tra i propri esemplari.

Spesso e volentieri gatti senza pedigree, venduti in negozio o da persone senza scrupoli, costano comunque più di gatti acquistati con regolare pedigree.
Un gatto senza pedigree potrà piacervi, ma non vi garantisce sotto nessun punto di vista, da quello sanitario a quello economico.-

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